Gli incidenti tra mezzi e persone si concentrano in pochi punti ricorrenti, che conviene censire uno per uno. Gli incroci ciechi tra corsie di scaffalatura sono il primo: il carrello esce da una corsia stretta con la visuale bloccata dalle unità di carico e incontra un pedone o un altro mezzo. Le contromisure sono specchi parabolici, luci di avviso, obbligo di arresto e segnale acustico, riduzione dell'altezza di stoccaggio nella prima campata per aprire la visuale.
I portoni tra reparti e tra interno ed esterno sono il secondo punto critico: le bande in PVC trasparente si opacizzano e graffiano fino a nascondere chi sta dall'altra parte, i portoni rapidi possono chiudersi su un mezzo in transito. Servono oblò o bande sostituite periodicamente, fotocellule, semafori e, dove il traffico è intenso, porte pedonali separate a distanza. Il passaggio da luce esterna a capannone in penombra crea inoltre un momento di cecità temporanea per il conducente.
Altri punti: le testate delle corsie, dove i carrelli fanno inversione; le zone davanti ai box delle bolle e agli uffici di reparto, dove si concentrano autisti e impiegati; le uscite dei servizi igienici che danno direttamente su una corsia; le colonne portanti a ridosso delle curve, che riducono lo spazio di manovra e vanno protette con paracolpi. Una mappa dei punti di conflitto, sovrapposta alla mappa dei near miss, offre al RSPP un elenco di priorità oggettivo da portare in riunione periodica.