Modulo B comune · Blocco 7/12 (24–28 h) · Slide 44/50

Posture incongrue: ISO 11226, EN 1005-4 e metodi osservazionali

Le posture incongrue sono una fonte di sovraccarico anche in assenza di carichi da movimentare. Si distingue tra posture statiche mantenute nel tempo, come il saldatore chino sul pezzo o il montatore con le braccia sopra la testa, e posture dinamiche ripetute. La ISO 11226 valuta le posture di lavoro statiche considerando angoli del tronco, del capo e degli arti superiori e durata di mantenimento: ad esempio una flessione del tronco oltre i 60 gradi non è considerata accettabile, mentre tra 20 e 60 gradi l'accettabilità dipende dal tempo di mantenimento e dalla presenza di un appoggio.

La UNI EN 1005-4 affronta lo stesso tema dal lato della progettazione delle macchine: il fabbricante deve progettare comandi, punti di carico e zone di intervento in modo che l'operatore non sia costretto a posture estreme. È un riferimento utile al RSPP quando partecipa all'acquisto di una nuova linea e vuole inserire requisiti ergonomici nel capitolato.

Per la valutazione sul campo si usano metodi osservazionali rapidi. Il RULA si concentra su collo, tronco e arti superiori e assegna un punteggio finale da 1 a 7. Il REBA estende l'analisi a tutto il corpo, compresi gli arti inferiori, con punteggio fino a 15. L'OWAS codifica combinazioni di posizione di schiena, braccia e gambe e le assegna a quattro categorie d'azione. In magazzino il caso tipico è il picking dai livelli più bassi e più alti, che obbliga a flessioni profonde o a braccia sopra le spalle.