Le posture incongrue sono una fonte di sovraccarico anche in assenza di carichi da movimentare. Si distingue tra posture statiche mantenute nel tempo, come il saldatore chino sul pezzo o il montatore con le braccia sopra la testa, e posture dinamiche ripetute. La ISO 11226 valuta le posture di lavoro statiche considerando angoli del tronco, del capo e degli arti superiori e durata di mantenimento: ad esempio una flessione del tronco oltre i 60 gradi non è considerata accettabile, mentre tra 20 e 60 gradi l'accettabilità dipende dal tempo di mantenimento e dalla presenza di un appoggio.
La UNI EN 1005-4 affronta lo stesso tema dal lato della progettazione delle macchine: il fabbricante deve progettare comandi, punti di carico e zone di intervento in modo che l'operatore non sia costretto a posture estreme. È un riferimento utile al RSPP quando partecipa all'acquisto di una nuova linea e vuole inserire requisiti ergonomici nel capitolato.
Per la valutazione sul campo si usano metodi osservazionali rapidi. Il RULA si concentra su collo, tronco e arti superiori e assegna un punteggio finale da 1 a 7. Il REBA estende l'analisi a tutto il corpo, compresi gli arti inferiori, con punteggio fino a 15. L'OWAS codifica combinazioni di posizione di schiena, braccia e gambe e le assegna a quattro categorie d'azione. In magazzino il caso tipico è il picking dai livelli più bassi e più alti, che obbliga a flessioni profonde o a braccia sopra le spalle.