Modulo B comune · Blocco 8/12 (28–32 h) · Slide 6/50

Il suono come grandezza fisica: decibel, frequenze e ponderazioni

Il rumore è un suono indesiderato o dannoso, cioè una variazione di pressione dell'aria che si propaga come onda e viene percepita dall'orecchio. L'orecchio umano risponde a pressioni sonore che vanno da circa 20 micropascal, soglia di udibilità, fino a valori milioni di volte superiori. Per gestire un intervallo così ampio si usa una scala logaritmica, il decibel: il livello di pressione sonora è pari a 20 volte il logaritmo del rapporto tra la pressione misurata e quella di riferimento di 20 micropascal.

La conseguenza pratica della scala logaritmica è che i decibel non si sommano in modo aritmetico. Due macchine identiche che producono ciascuna 85 dB generano insieme circa 88 dB: un aumento di 3 dB corrisponde a un raddoppio dell'energia sonora. Allo stesso modo, ridurre di 3 dB una sorgente significa dimezzarne l'energia, un risultato tutt'altro che trascurabile.

La frequenza, misurata in hertz, distingue suoni gravi e acuti; il campo udibile si estende all'incirca da 20 a 20000 Hz. L'orecchio è più sensibile tra 1000 e 4000 Hz e molto meno alle basse frequenze. Per tenere conto di questa risposta i fonometri applicano filtri di ponderazione: la ponderazione A approssima la sensibilità dell'orecchio a livelli moderati ed è usata per i livelli di esposizione giornaliera; la ponderazione C è più piatta, considera anche le basse frequenze ed è usata per il picco. Ecco perché la norma parla di dB(A) per l'esposizione e di dB(C) per la pressione acustica di picco.