Quando i dati disponibili non bastano o le condizioni d'uso sono molto particolari, l'esposizione va misurata. Per il sistema mano-braccio il riferimento è la UNI EN ISO 5349, nelle parti 1 e 2: la prima definisce le grandezze e la ponderazione in frequenza, la seconda fornisce le indicazioni pratiche per la misura sul luogo di lavoro. L'accelerometro triassiale viene fissato all'impugnatura dell'utensile, il più vicino possibile alla mano, con adattatori che non ne alterino la presa. Si registra l'accelerazione nelle tre direzioni e si calcola il valore totale.
Per il corpo intero la norma di riferimento è la ISO 2631-1. L'accelerometro triassiale è inserito in un disco semirigido posto sul cuscino del sedile, tra sedile e conducente. In questo caso si calcolano i valori sui tre assi con fattori moltiplicativi diversi per gli assi orizzontali e verticale, e l'esposizione giornaliera è determinata dall'asse con il valore più elevato. La norma prevede anche indicatori aggiuntivi per valutare la presenza di urti, come il fattore di cresta.
Il campionamento deve essere rappresentativo: per un carrello elevatore significa misurare un ciclo completo di lavoro, con percorsi a vuoto, a carico, svolte, rampe e manovre di sollevamento; per una smerigliatrice significa includere diverse fasi, dalla sgrossatura alla finitura. Il RSPP deve fornire al tecnico la descrizione dei cicli e i tempi reali, e verificare che la relazione riporti condizioni di prova, utensile, accessori montati e stato di manutenzione.