L'articolo 209 chiede di valutare tutti i rischi derivanti da campi elettromagnetici e, se necessario, di misurare o calcolare i livelli. La valutazione può basarsi sulle informazioni dei fabbricanti, sulle norme tecniche e sulle guide pubblicate. Uno strumento molto usato è la norma CEI EN 50499, che descrive la procedura per la valutazione dell'esposizione dei lavoratori e propone un elenco di attrezzature e situazioni conformi per le quali, in condizioni d'uso normali, non è richiesta una valutazione approfondita. Vi rientrano ad esempio computer e periferiche da ufficio, telefoni cellulari e cordless, impianti di illuminazione, apparecchi elettrici portatili a bassa tensione, reti di distribuzione in bassa tensione all'interno dei locali.
Richiedono invece una valutazione specifica attrezzature come saldatrici a resistenza a punti e a cucitura, forni a induzione e riscaldatori a induzione, magnetizzatori e smagnetizzatori, celle elettrolitiche, sistemi di saldatura e incollaggio a radiofrequenza per plastica e legno, essiccatori a microonde industriali, sistemi di risonanza magnetica, trasmettitori radio di potenza e quadri o trasformatori di media tensione dove il personale opera a distanza ravvicinata.
Per queste sorgenti si ricorre a misure con sonde isotropiche per campo elettrico e magnetico, adatte alla gamma di frequenze in gioco, o a calcoli numerici. Il RSPP raccoglie i manuali, delimita le zone di lavoro e i tempi di permanenza, segnala la presenza nota di lavoratori con dispositivi impiantati e riceve un rapporto con le distanze di sicurezza.