Il Capo V, che recepisce la Direttiva 2006/25/CE, riguarda le radiazioni elettromagnetiche con lunghezza d'onda compresa tra 100 nanometri e 1 millimetro, emesse da sorgenti artificiali. Lo spettro si divide in radiazioni ultraviolette, tra 100 e 400 nanometri, a loro volta suddivise in UVA, UVB e UVC; radiazioni visibili, tra 380 e 780 nanometri circa; radiazioni infrarosse, oltre i 780 nanometri fino a 1 millimetro, suddivise in IRA, IRB e IRC. Si distingue inoltre tra radiazioni coerenti, cioè i laser, e radiazioni non coerenti, emesse da tutte le altre sorgenti.
Le sorgenti di interesse lavorativo sono numerose: archi di saldatura e taglio plasma, lampade UV per polimerizzazione di inchiostri e resine, lampade germicide, metallo e vetro fusi in fonderie e vetrerie, forni industriali, lampade a infrarossi per essiccazione, sorgenti laser per taglio, marcatura, saldatura, misura e allineamento, sistemi di fotoindurimento in odontoiatria.
Gli organi bersaglio sono l'occhio e la pelle, con effetti diversi in funzione della lunghezza d'onda. Gli ultravioletti provocano fotocheratocongiuntivite, il cosiddetto colpo d'arco, eritema e, a lungo termine, cataratta e tumori cutanei. La luce blu intensa può danneggiare la retina con un meccanismo fotochimico. Gli infrarossi provocano ustioni cutanee e, con esposizioni prolungate, cataratta, nota storicamente come cataratta dei vetrai. Il laser può causare lesioni retiniche irreversibili in tempi brevissimi.