L'articolo 215 rinvia all'Allegato XXXVII, che fissa i valori limite di esposizione per le radiazioni non coerenti nella parte I e per i laser nella parte II. I limiti sono espressi come irradianza, in watt al metro quadrato, o come esposizione radiante, in joule al metro quadrato, ponderate secondo funzioni che descrivono la pericolosità delle diverse lunghezze d'onda per ciascun effetto: danno fotochimico e termico alla retina, danno alla cornea e al cristallino, danno alla pelle.
L'articolo 216 chiede di valutare e, quando necessario, misurare o calcolare i livelli di esposizione. La valutazione considera livello, gamma di lunghezze d'onda e durata dell'esposizione, i valori limite, gli effetti sui lavoratori particolarmente sensibili, gli effetti sulla sicurezza dovuti all'abbagliamento temporaneo, la disponibilità di attrezzature alternative, le informazioni dei fabbricanti e l'esposizione a più sorgenti.
Per le sorgenti non coerenti la norma CEI EN 62471 classifica le lampade in gruppi di rischio: esente, basso, moderato ed elevato. Lampade d'ufficio, monitor e illuminazione ordinaria sono di norma giustificabili, cioè non richiedono valutazioni approfondite se usate correttamente. Vanno invece approfondite le sorgenti di gruppo 3, le lampade UV industriali, le sorgenti intense a infrarossi e tutte le situazioni in cui il lavoratore si trova vicino a una sorgente aperta. Le misure richiedono radiometri e spettroradiometri e personale esperto: il RSPP, in genere, fornisce i dati delle sorgenti e le condizioni di lavoro.