Modulo B comune · Blocco 8/12 (28–32 h) · Slide 35/50

Laser in azienda: classi di pericolo e addetto alla sicurezza laser

La classificazione dei prodotti laser è definita dalla norma CEI EN 60825-1, che il fabbricante applica e indica in etichetta. La classe 1 è sicura in condizioni ragionevolmente prevedibili, anche perché il fascio è spesso racchiuso in un involucro, come nelle macchine da taglio completamente carterate. La classe 1M è sicura salvo osservazione con strumenti ottici. La classe 2 emette nel visibile e la protezione è assicurata normalmente dal riflesso palpebrale; la 2M è analoga, ma pericolosa con strumenti ottici. La classe 3R presenta un rischio contenuto ma non trascurabile per la visione diretta. La classe 3B è pericolosa per la visione diretta del fascio e delle riflessioni speculari. La classe 4 è pericolosa anche per riflessioni diffuse, può causare ustioni cutanee e innescare incendi.

Un aspetto importante riguarda la manutenzione: una macchina di classe 1 può contenere una sorgente di classe 4. Quando i carter vengono rimossi per regolazioni o pulizia delle ottiche, il tecnico si trova esposto alla sorgente interna, e serve una procedura specifica con zona controllata, occhiali con densità ottica adeguata alla lunghezza d'onda e personale formato.

Per le installazioni con laser di classe 3B e 4 la buona tecnica raccomanda la nomina di un addetto alla sicurezza laser, che collabora con il SPP, definisce la zona nominale di rischio oculare, verifica interblocchi, segnaletica e cartellonistica, controlla i dispositivi di protezione oculare e cura l'addestramento degli operatori.