Modulo B comune · Blocco 9/12 (32–36 h) · Slide 8/50

Modelli di stima del rischio chimico: usi e limiti

Per la valutazione del rischio per la salute si usano spesso modelli algoritmici che combinano la pericolosità dell'agente con indicatori dell'esposizione. In Italia è molto diffuso MoVaRisCh, sviluppato da alcune Regioni, che assegna un punteggio di pericolosità in base alle indicazioni H e un punteggio di esposizione inalatoria e cutanea in base a proprietà chimico-fisiche, quantità, tipologia d'uso, controllo, tempo di esposizione e distanza dalla sorgente. Esistono altri strumenti, come i modelli di controllo a fasce di origine britannica, Stoffenmanager o ECETOC TRA utilizzato nelle registrazioni REACH.

Questi modelli sono utili per lo screening: permettono di trattare decine di prodotti in modo omogeneo e di individuare quelli su cui concentrare l'attenzione. Hanno però limiti importanti che il RSPP deve conoscere. Si basano su ipotesi semplificate e non sostituiscono la misurazione quando l'esposizione è significativa o vicina ai valori limite. Non trattano bene gli agenti prodotti dal processo, come fumi o polveri, né le esposizioni di picco brevi. Inoltre restituiscono risultati molto sensibili a parametri inseriti in modo superficiale.

Un errore tipico è applicare il modello solo al prodotto con la classificazione più severa e copiare lo stesso esito a tutte le mansioni. Un altro è inserire tempi di esposizione ridotti per abbassare il punteggio, senza averli verificati sul campo. Il modello va sempre documentato: versione, dati di input, fonte di ciascun parametro e motivazione delle scelte, in modo che un ispettore o un collega possano ripercorrere il calcolo.