Modulo B comune · Blocco 9/12 (32–36 h) · Slide 15/50

Valori limite di esposizione professionale: definizione e uso

Il valore limite di esposizione professionale, VLEP, è definito dall'articolo 222 come il limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nell'aria all'interno della zona di respirazione di un lavoratore in relazione a un determinato periodo di riferimento. La zona di respirazione è lo spazio attorno al viso del lavoratore, ed è lì che va posizionato il campionatore, non in un punto qualsiasi del capannone.

L'Allegato XXXVIII riporta per ciascun agente due tipi di valori: il valore riferito alle otto ore, media ponderata su una giornata lavorativa standard, e il valore a breve termine, riferito di norma a quindici minuti, che serve a controllare i picchi. I valori sono espressi in milligrammi per metro cubo e, per gas e vapori, anche in parti per milione. Alcune voci riportano la notazione «pelle», che segnala la possibilità di un assorbimento significativo per via cutanea: in quel caso il rispetto del VLEP in aria non basta a garantire la protezione.

Un esempio aiuta a capire la media ponderata. Se un operatore è esposto a un solvente a una concentrazione di 100 mg/m³ per due ore e a 10 mg/m³ per le restanti sei, la media sulle otto ore è di 32,5 mg/m³. Lo stesso lavoratore potrebbe però aver superato il valore a breve termine durante una singola operazione di travaso. Il VLEP non è una soglia tra sicuro e pericoloso: rispettarlo non esonera dall'obbligo di ridurre l'esposizione al livello più basso ragionevolmente ottenibile, soprattutto per i sensibilizzanti.