Ogni etichetta CLP riporta una sola avvertenza: «Pericolo» per le categorie più gravi, «Attenzione» per quelle meno gravi. Accanto ai pittogrammi compaiono le indicazioni di pericolo, frasi standardizzate identificate da un codice alfanumerico: H seguita da tre cifre. La prima cifra indica il tipo di pericolo: 2 per i pericoli fisici, 3 per quelli per la salute, 4 per quelli per l'ambiente.
Alcuni esempi che si incontrano spesso in azienda: H225, liquido e vapori facilmente infiammabili, tipico dei diluenti; H314, provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari, tipico di soda caustica e acidi forti; H317, può provocare una reazione allergica cutanea, frequente in resine epossidiche e alcuni oli; H334, può provocare sintomi allergici o asmatici o difficoltà respiratorie se inalato, tipico degli isocianati; H350, può provocare il cancro; H360, può nuocere alla fertilità o al feto; H372, provoca danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta; H304, può essere letale in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie, comune negli idrocarburi.
Le frasi EUH sono indicazioni supplementari previste solo nell'Unione europea. EUH066 segnala che l'esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolature della pelle; EUH208 indica che il prodotto contiene un sensibilizzante che può provocare una reazione allergica; EUH210 avverte che la scheda di dati di sicurezza è disponibile su richiesta. Per la valutazione del rischio salute sono proprio i codici H a determinare il punteggio di pericolosità nei modelli e l'eventuale ingresso nel Capo II.