Modulo B comune · Blocco 9/12 (32–36 h) · Slide 42/50

Polveri: frazioni granulometriche ed effetti sulla salute

Le polveri sono particelle solide disperse in aria, generate da operazioni meccaniche come taglio, molatura, frantumazione, levigatura, travaso di materiali sfusi. Il loro effetto dipende dalla natura chimica e dalla dimensione, perché questa determina fino a dove arrivano nell'apparato respiratorio. La norma UNI EN 481 definisce tre convenzioni di campionamento basate sul diametro aerodinamico: la frazione inalabile è quella che entra dal naso e dalla bocca; la frazione toracica supera la laringe; la frazione respirabile raggiunge le vie aeree non ciliate e gli alveoli, con un diametro di taglio al 50 per cento di circa 4 micrometri.

Gli effetti sono molto diversi. Polveri di farina, di alcuni legni e di enzimi sono sensibilizzanti e possono causare rinite e asma professionale, come l'asma del panificatore. Polveri minerali come silice e amianto causano pneumoconiosi fibrogene e tumori. Polveri metalliche come piombo, manganese o cadmio vengono assorbite e producono effetti sistemici. Anche le polveri considerate inerti, in concentrazioni elevate, sovraccaricano i meccanismi di difesa polmonare: l'ACGIH propone per le particelle non altrimenti specificate valori di riferimento di 10 mg/m³ per la frazione inalabile e 3 mg/m³ per quella respirabile.

Nella valutazione bisogna quindi sempre chiedersi quale frazione conta per l'agente in esame, perché da questo dipende il campionatore da utilizzare. Le polveri combustibili, come quelle di legno, farina, zucchero o alluminio, pongono inoltre un rischio di esplosione che si collega alla classificazione delle zone 20, 21 e 22.