Modulo B comune · Blocco 9/12 (32–36 h) · Slide 44/50

Controllare le polveri: dalla fonte ai DPI respiratori

Le misure contro le polveri seguono la gerarchia già vista, con alcuni accorgimenti specifici. Alla fonte si interviene con processi a umido, come il taglio della pietra con acqua o la nebulizzazione durante le demolizioni, con utensili dotati di aspirazione integrata collegata ad aspiratori idonei, con cabine e banchi aspirati per la molatura, con sistemi chiusi per il travaso di materiali sfusi. Per le polveri pericolose gli aspiratori industriali devono avere una classe di filtrazione adeguata, le classi M o H per le polveri più pericolose come quelle cancerogene.

La pulizia è un punto critico spesso sottovalutato. Scopa a secco e aria compressa rimettono in sospensione la frazione più fine e possono generare esposizioni superiori a quelle della lavorazione stessa: vanno sostituite con aspirazione o pulizia a umido. I filtri degli impianti vanno manutenuti con procedure scritte, perché la sostituzione delle maniche è una delle operazioni più esposte.

Quando il rischio residuo lo richiede si usano DPI respiratori. I facciali filtranti antipolvere sono classificati FFP1, FFP2 e FFP3 secondo la UNI EN 149, con capacità protettiva crescente; per esposizioni elevate o prolungate si valutano semimaschere con filtri P3 o respiratori a ventilazione assistita, più confortevoli nel lungo turno. Un DPI respiratorio protegge solo se aderisce al viso: barba, taglia errata e cattiva indossatura ne annullano l'efficacia, per cui sono necessari addestramento e prove di tenuta. La gestione completa del programma DPI è trattata in un blocco successivo.