Modulo B comune · Blocco 9/12 (32–36 h) · Slide 46/50

Strumenti di campionamento e qualità delle misure

Per gli aerosol, cioè polveri, fumi e nebbie, si usano pompe personali a flusso costante collegate a un selettore che separa la frazione desiderata: il campionatore IOM o analoghi per la frazione inalabile, il ciclone per la frazione respirabile. Le pompe vanno tarate prima e dopo ogni campionamento con un flussimetro di riferimento. Il filtro viene pesato o analizzato in laboratorio per determinare, per esempio, metalli o silice.

Per gas e vapori si utilizzano fiale adsorbenti a carbone attivo o ad altri materiali, attraverso cui la pompa aspira un volume noto di aria, oppure campionatori passivi a diffusione, molto pratici perché non richiedono pompa e non disturbano il lavoratore. Per alcuni composti reattivi, come aldeidi e isocianati, servono supporti impregnati con reagenti specifici. Gli strumenti a lettura diretta, come i rilevatori a fotoionizzazione per i composti organici volatili, i fotometri per le polveri o i rilevatori multigas, sono preziosi per individuare picchi, sorgenti e perdite, ma di norma non sostituiscono il metodo di riferimento per il confronto formale con il limite.

La norma UNI EN 482 fissa i requisiti prestazionali delle procedure di misura, compresa l'incertezza accettabile. È buona prassi affidarsi a laboratori accreditati secondo UNI CEI EN ISO/IEC 17025 per le prove richieste. Il rapporto finale deve indicare metodo, strumenti, tarature, condizioni operative osservate durante il campionamento, durata, risultati e incertezza: senza queste informazioni il dato non è confrontabile nel tempo né difendibile in caso di contestazione.