La norma chiede di stabilire processi per prepararsi e rispondere alle potenziali situazioni di emergenza individuate durante l'identificazione dei pericoli. Elenca contenuti precisi: pianificare la risposta, compreso il primo soccorso; fornire formazione; verificare ed esercitare periodicamente la capacità di risposta; valutare le prestazioni e rivedere i piani anche dopo le prove e dopo le emergenze reali; comunicare informazioni pertinenti a tutti i lavoratori sui loro doveri; comunicare con appaltatori, visitatori, servizi di emergenza, autorità e comunità locale; tenere conto delle esigenze delle parti interessate.
Gli obblighi di legge corrispondenti sono noti dal modulo A: artt. 43-46 del D.Lgs. 81/08, decreti ministeriali del settembre 2021 sulla gestione della sicurezza antincendio, DM 388/03 sul primo soccorso. Il valore aggiunto del sistema è la verifica dell'efficacia. Una prova di evacuazione non si chiude con la firma del verbale: si misurano i tempi, si annotano le criticità, si assegnano azioni correttive e si controlla che la prova successiva mostri un miglioramento.
Le esercitazioni dovrebbero coprire scenari diversi dall'incendio generico: sversamento di acido in un magazzino chimico, infortunato in uno spazio confinato con necessità di recupero, malore di un lavoratore isolato nel turno di notte, rilascio di ammoniaca da un impianto frigorifero. Ogni scenario mette alla prova parti diverse dell'organizzazione e rivela lacune che l'evacuazione annuale non fa emergere, come chiavi dei locali tecniche introvabili o numeri di emergenza non aggiornati.