Modulo C (RSPP) · Blocco 2/6 (4–8 h) · Slide 4/50

Fisiologia dello stress: dalla reazione di allarme all'esaurimento

Il termine stress applicato alla biologia si deve a Hans Selye, che tra gli anni Trenta e Cinquanta descrisse la sindrome generale di adattamento: una risposta aspecifica dell'organismo a qualsiasi richiesta di adattamento, articolata in tre fasi. Nella fase di allarme l'organismo mobilita le risorse; nella fase di resistenza mantiene un livello elevato di attivazione per fronteggiare la richiesta; nella fase di esaurimento, se lo stimolo persiste oltre le capacità di compenso, le difese cedono e compaiono disturbi e patologie.

Selye distinse anche eustress e distress. Una scadenza impegnativa ma raggiungibile, con risorse adeguate, può attivare positivamente e migliorare la prestazione; la stessa scadenza ripetuta ogni settimana, senza recupero e senza mezzi, diventa distress. Questo spiega perché la prevenzione non punta a eliminare ogni pressione, ma a evitare che l'attivazione diventi cronica.

Sul piano fisiologico la risposta coinvolge due sistemi. Il sistema simpatico-midollare surrenale libera adrenalina e noradrenalina in pochi secondi, con aumento della frequenza cardiaca, della pressione e della glicemia. L'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, più lento, porta alla secrezione di cortisolo. Utili nell'emergenza acuta, questi meccanismi, se attivati ogni giorno per mesi, alterano sonno, metabolismo, difese immunitarie e regolazione pressoria. Il danno, quindi, non viene dalla singola giornata difficile ma dalla mancanza di recupero.