Modulo C (RSPP) · Blocco 2/6 (4–8 h) · Slide 9/50

Leggere le mansioni con il modello di Karasek: tre esempi

Il valore di un modello si misura sulla capacità di interpretare situazioni reali. Prendiamo un operatore di call center inbound con chiamate distribuite automaticamente, script obbligatorio e tempo medio di conversazione monitorato. La domanda è elevata per numero di contatti e carico emotivo, il controllo è minimo perché sequenza, contenuto e durata sono fissati dal sistema. È un tipico lavoro ad alta tensione, e se le postazioni sono separate e il team leader segue venti persone il quadro diventa iso-strain.

Secondo esempio: un addetto al picking in un magazzino della logistica guidato da terminale vocale. Il sistema assegna le missioni, impone il percorso e misura la produttività individuale in colli per ora. La domanda fisica e temporale è alta, il controllo quasi nullo. Le misure possibili includono obiettivi di produttività calcolati con margini realistici, pause non dipendenti dal sistema e possibilità di segnalare anomalie senza penalizzazione.

Terzo esempio: un tecnico di commissioning che avvia impianti presso clienti. La domanda è altissima, con scadenze contrattuali e problemi imprevisti, ma il controllo è ampio: decide la sequenza di prova, ha competenze elevate, può fermare l'attività. È un lavoro attivo, sostenibile finché le trasferte non annullano il recupero. Qui il rischio si sposta verso la conciliazione tra vita e lavoro e la fatica, più che verso la mancanza di autonomia. Lo stesso modello porta così a misure diverse per ciascuna mansione.