L'accordo definisce lo stress come una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione di non essere in grado di rispondere alle richieste o di non essere all'altezza delle aspettative. Precisa che l'individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, e che queste possono essere considerate positive, ma che di fronte a un'esposizione prolungata a pressioni intense ha maggiori difficoltà di reazione.
Tre chiarimenti contenuti nel testo sono importanti per evitare interpretazioni sbagliate. Lo stress non è una malattia, ma un'esposizione prolungata può ridurre l'efficienza sul lavoro e causare problemi di salute. Non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro sono stress lavoro-correlato: anche cause esterne possono influire sul comportamento e sulla prestazione. Persone diverse possono reagire in modo diverso a situazioni simili, e la stessa persona può reagire diversamente in momenti diversi della vita.
L'accordo esclude dal proprio campo la violenza, le molestie e lo stress post-traumatico, rinviando a un successivo specifico accordo tra le parti sociali. Questa scelta spiega perché, nella valutazione, lo stress lavoro-correlato e le condotte vessatorie vengono trattati con strumenti distinti: il primo riguarda condizioni organizzative diffuse, le seconde riguardano comportamenti di persone identificabili, che richiedono procedure di segnalazione e accertamento.