Modulo C (RSPP) · Blocco 2/6 (4–8 h) · Slide 27/50

Conflitto, stress, mobbing, straining: come distinguerli

Nella pratica aziendale questi termini vengono spesso sovrapposti, con conseguenze negative: un lavoratore che parla di mobbing per un singolo litigio perde credibilità, e un'azienda che derubrica a conflitto una persecuzione sistematica si espone a responsabilità gravi. Alcuni criteri aiutano a orientarsi. Il conflitto è uno scontro tra posizioni, spesso reciproco, con parti che si confrontano su un piano di relativa parità e che può essere anche utile se gestito. Lo stress lavoro-correlato è una condizione diffusa legata all'organizzazione e colpisce gruppi, non singoli bersagli.

Il mobbing richiede un bersaglio individuato, una sequenza di azioni ostili frequenti e prolungate, un dislivello di potere e una direzione persecutoria. Lo straining richiede un'azione ostile con effetti permanenti e una posizione di inferiorità stabile. Le molestie, infine, possono anche consistere in un singolo episodio grave, soprattutto se a sfondo sessuale.

L'RSPP non è chiamato a stabilire se un caso concreto costituisca mobbing: è una qualificazione che spetta al giudice, eventualmente con il supporto di consulenti. Il suo compito è diverso: riconoscere che una situazione segnalata è un possibile indicatore di rischio, assicurarsi che esista un canale adeguato per trattarla, segnalare al datore di lavoro la necessità di intervenire e verificare se dietro il caso singolo ci siano condizioni organizzative che possono ripetersi. Questa distinzione di ruoli tutela tutti, compreso l'RSPP stesso.