Nel 2021 è stata pubblicata la norma ISO 45003, prima linea guida internazionale dedicata alla gestione dei rischi psicosociali all'interno di un sistema di gestione della salute e sicurezza conforme alla ISO 45001. Non è una norma certificabile, ma fornisce indicazioni su come trattare i rischi psicosociali con la stessa logica di pianificazione, attuazione, controllo e miglioramento usata per i rischi tradizionali.
La norma raggruppa i pericoli psicosociali in tre categorie. Gli aspetti di come è organizzato il lavoro: ruoli, autonomia, richieste, gestione del cambiamento, lavoro remoto e isolato, carico e ritmo, orari, sicurezza del lavoro. I fattori sociali: relazioni interpersonali, leadership, cultura organizzativa, riconoscimento, sviluppo di carriera, supporto, equilibrio tra vita e lavoro, violenza, molestie, bullismo. Gli aspetti dell'ambiente di lavoro, delle attrezzature e dei compiti pericolosi: condizioni fisiche inadeguate, attrezzature non idonee, lavoro in condizioni estreme o pericolose.
Un concetto utile della linea guida è che i pericoli psicosociali vanno identificati considerando come il lavoro viene realmente svolto, non come è descritto nelle procedure, e che gli effetti possono riguardare non solo la salute psicologica ma anche la sicurezza e le prestazioni. Per un'azienda già certificata ISO 45001 l'adozione della 45003 è il modo più naturale per inserire stabilmente questi temi negli obiettivi, negli audit e nel riesame della direzione.