Gli interventi di secondo livello rafforzano la capacità delle persone di affrontare le richieste del lavoro e di riconoscere precocemente i segnali di disagio, propri e dei colleghi. Rientrano in questa categoria la formazione sulla gestione dello stress, sull'organizzazione del tempo e delle priorità, sulla comunicazione efficace con colleghi e utenti, sulla gestione delle situazioni conflittuali con il pubblico. Per alcune mansioni a forte carico emotivo sono utili gruppi periodici di confronto sui casi difficili, guidati da un professionista.
Tecniche come il rilassamento, la respirazione controllata o la mindfulness hanno mostrato effetti positivi su sintomi di ansia e stress percepito in molti studi, ma gli effetti tendono a ridursi se le condizioni di lavoro restano invariate. Per questo vanno proposte come complemento, mai come sostituto degli interventi organizzativi. Un'azienda che offre un corso di mindfulness al reparto spedizioni mentre mantiene turni comunicati il giorno prima rischia di essere percepita come incoerente, con effetto controproducente sulla fiducia.
Una forma di intervento secondario molto adatta alle realtà industriali è la formazione di colleghi e preposti a riconoscere segnali di difficoltà e a indirizzare correttamente chi ne ha bisogno. Non si tratta di trasformarli in psicologi, ma di renderli capaci di notare cambiamenti di comportamento, chiedere come sta una persona senza invadenza e conoscere i riferimenti aziendali a cui rivolgersi.