Alcuni gruppi di lavoratori sono più esposti ai rischi psicosociali e vanno considerati in modo specifico. I lavoratori con contratti a termine o in somministrazione vivono l'insicurezza del posto, che secondo il modello di Siegrist è una delle ricompense mancanti più pesanti, e spesso evitano di segnalare problemi per timore di non essere confermati. Inoltre si trovano a cavallo tra due organizzazioni, l'agenzia e l'utilizzatore, con un rischio concreto di ambiguità su chi debba ascoltarli.
I lavoratori isolati, come addetti alla vigilanza notturna, manutentori reperibili, tecnici che operano da soli in sottostazioni o impianti remoti, hanno supporto sociale ridotto, che secondo il modello di Johnson e Hall aggrava ogni altra condizione sfavorevole. I neoassunti e i lavoratori appena trasferiti di reparto non conoscono ancora regole informali e persone di riferimento. I lavoratori stranieri con difficoltà linguistiche possono essere esclusi dalle comunicazioni e dalle relazioni, e sono più esposti a forme di discriminazione.
Per ciascun gruppo la valutazione deve chiedersi se i risultati generali descrivono davvero la loro condizione. Spesso non è così: in un magazzino in cui metà del personale è somministrato, il questionario compilato solo dai dipendenti diretti restituisce un quadro parziale. Misure mirate possono essere un tutor per i nuovi arrivati, procedure di contatto periodico per chi lavora da solo, materiali informativi tradotti, un referente chiaro per i somministrati.