Il termine andragogia, già usato in Europa nell'Ottocento, è stato reso popolare negli Stati Uniti da Malcolm Knowles a partire dagli anni Sessanta e Settanta, con opere come The Modern Practice of Adult Education e The Adult Learner. Knowles contrapponeva il modello pedagogico tradizionale, centrato sull'insegnante che decide cosa, quando e come imparare, a un modello in cui l'adulto partecipa attivamente, porta la propria esperienza e cerca un'utilità immediata in ciò che apprende.
Lo stesso Knowles riconobbe in seguito che non si tratta di due mondi separati per età, ma di due ipotesi che vanno scelte in base alla situazione: un adulto che affronta un argomento del tutto nuovo, come un neoassunto davanti a un impianto chimico mai visto, può avere bisogno di una guida più strutturata. Il valore dell'andragogia per chi progetta formazione alla sicurezza sta nel ricordare che il lavoratore non è una persona da riempire di nozioni.
Nei corsi aziendali il contrasto è evidente. L'operaio con venticinque anni di stampaggio alle spalle conosce la macchina meglio del docente, ha sviluppato trucchi e scorciatoie, ha visto incidenti. Se l'aula lo tratta come uno scolaro, la reazione tipica è il disimpegno o l'opposizione. Se invece la sua esperienza diventa materiale di lavoro, con domande come in quali situazioni vi siete trovati a intervenire con la macchina in moto, la stessa persona diventa la risorsa più preziosa del corso.