David Kolb, nel 1984, descrisse l'apprendimento esperienziale come un ciclo in quattro fasi: esperienza concreta, osservazione riflessiva, concettualizzazione astratta, sperimentazione attiva. Si vive una situazione, ci si ferma a riflettere su ciò che è successo, si ricavano principi generali, si mettono alla prova in nuove situazioni, generando nuove esperienze. L'apprendimento solido avviene quando il ciclo viene percorso interamente, non quando ci si ferma a una sola fase.
Per chi progetta, il ciclo offre uno schema per costruire una sessione. Un esempio sulla movimentazione manuale in una cantina vinicola: esperienza concreta, i partecipanti sollevano a turno una cassa di bottiglie da terra e la portano su un bancale, mentre un collega filma con il telefono; osservazione riflessiva, si guardano i video e si discute cosa si nota nella postura e nella presa; concettualizzazione, il docente introduce i principi biomeccanici e i fattori che aumentano il carico sulla colonna; sperimentazione attiva, si ripete il sollevamento modificando la sequenza e si confrontano le due esecuzioni.
Kolb collegava al ciclo anche stili di apprendimento diversi, tema oggi discusso perché le ricerche non confermano che adattare l'insegnamento allo stile preferito migliori i risultati. Il ciclo in sé resta però uno strumento di progettazione molto pratico, soprattutto per addestramenti e laboratori.