Modulo C (RSPP) · Blocco 3/6 (8–12 h) · Slide 19/50

Resistenze all'apprendimento: riconoscerle e gestirle

Chi forma adulti alla sicurezza incontra resistenze ricorrenti, e progettare significa prevederle. La più comune è la resistenza da esperienza, espressa con frasi come lo faccio da trent'anni e non mi sono mai fatto male: l'esperienza positiva rafforza comportamenti rischiosi, perché ogni volta che va bene la convinzione si consolida. La seconda è la resistenza da obbligo: il lavoratore percepisce il corso come un adempimento imposto, utile solo a proteggere il datore di lavoro. La terza è la resistenza da conflitto organizzativo: la formazione chiede comportamenti che la produzione, nei fatti, scoraggia.

Ciascuna richiede una risposta progettuale. Contro la resistenza da esperienza funzionano i dati sulla probabilità e le testimonianze di colleghi del settore, più delle prediche; aiuta anche distinguere tra competenza tecnica, che si riconosce apertamente, e tolleranza al rischio, che si discute. Contro la resistenza da obbligo serve dimostrare subito l'utilità pratica e coinvolgere i preposti come co-conduttori. Contro il conflitto organizzativo nessuna aula basta: il RSPP deve segnalarlo alla direzione, perché insegnare a fermare la linea in caso di anomalia è inutile se poi il capoturno rimprovera chi lo fa.

Un segnale da non sottovalutare è il silenzio dell'aula. Un gruppo che non fa domande e non contesta nulla spesso non sta imparando, ma ha semplicemente deciso di non partecipare.