La progettazione si svolge a due scale. La macroprogettazione definisce l'architettura complessiva: destinatari, durata totale, suddivisione in moduli, sequenza, modalità di erogazione, docenti, risorse, calendario e sistema di valutazione. È il livello che si presenta al datore di lavoro per l'approvazione e che si allega al piano annuale. La microprogettazione scende dentro ogni modulo e definisce le unità didattiche, cioè segmenti con un obiettivo specifico, un contenuto, un metodo, un tempo e una forma di verifica.
Un esempio di macroprogettazione per i manutentori di uno stabilimento alimentare potrebbe prevedere: un modulo sull'isolamento delle energie, uno sui lavori in quota con piattaforme, uno sull'ingresso in silos e serbatoi, uno sul rischio chimico dei detergenti di sanificazione, distribuiti su tre mesi e intervallati da sessioni di verifica sul campo. La sequenza non è casuale: l'isolamento delle energie precede gli altri moduli perché ne costituisce il prerequisito operativo.
Nella microprogettazione del modulo sull'isolamento, la prima unità di trenta minuti potrebbe analizzare un evento accaduto durante una sanificazione con nastro in movimento; la seconda illustrare le fonti di energia presenti nella linea, compresi pneumatica e gravità; la terza, la più lunga, consistere in un'esercitazione su una macchina ferma con kit di blocco reali; la quarta verificare l'esecuzione individuale con griglia. Ogni unità ha il suo obiettivo e lo dichiara.