Il secondo livello verifica se i partecipanti hanno acquisito le conoscenze, le abilità e gli atteggiamenti previsti dagli obiettivi. È il livello coperto dalla verifica finale prevista per i corsi obbligatori, ma va interpretato in modo più ampio di un semplice test di uscita. Lo strumento deve essere coerente con il tipo di obiettivo: domande per le conoscenze, prove pratiche osservate per le abilità, analisi di casi o simulazioni per le capacità decisionali.
Il confronto tra un test di ingresso e uno di uscita, con domande equivalenti, consente di misurare l'incremento effettivo e non solo il livello finale: un gruppo che arriva già preparato e ottiene il novanta per cento di risposte corrette ha appreso meno di uno che passa dal quaranta all'ottanta. Per le prove pratiche si usano griglie di osservazione che elencano i passaggi critici e i criteri di accettazione; un esempio è la verifica della corretta vestizione di una tuta di protezione chimica di tipo 3, con controllo di chiusure, sovrapposizioni e sequenza di svestizione.
Anche la soglia di superamento va stabilita in fase di progetto. Per contenuti critici per la vita, come la sequenza di isolamento prima di entrare in una macchina, ha senso richiedere l'esecuzione completa e corretta di tutti i passaggi essenziali, non una percentuale. Chi non supera la prova deve avere un percorso di recupero definito, non una semplice ripetizione del test fino al risultato positivo.