Modulo C (RSPP) · Blocco 4/6 (12–16 h) · Slide 2/50

Il modello di Shannon e Weaver e il concetto di rumore

Il primo schema formale della comunicazione nasce in ambito ingegneristico: nel 1949 Claude Shannon e Warren Weaver pubblicano la teoria matematica della comunicazione, pensata per le linee telefoniche. Gli elementi sono la fonte, il trasmettitore che codifica il messaggio in un segnale, il canale, il ricevitore che decodifica e la destinazione. Tra trasmettitore e ricevitore si inserisce il rumore, cioè qualsiasi disturbo che altera il segnale.

Per il RSPP il modello è utile perché obbliga a chiedersi dove il messaggio si degrada. Il rumore può essere fisico, come un briefing fatto accanto a una pressa in funzione o un annuncio dagli altoparlanti di un magazzino durante il passaggio dei carrelli. Può essere semantico, quando si usano termini come «rischio residuo» o «valutazione dei rischi interferenziali» con operatori che non li conoscono. Può essere psicologico, quando l'ascoltatore è stanco a fine turno o preoccupato per altro.

Il limite del modello, nato per risolvere problemi di telecomunicazioni, è che descrive la comunicazione come un tubo a senso unico: chi parla trasmette, chi ascolta riceve. Non considera il significato, le intenzioni, il contesto e la relazione tra le persone. Un'istruzione operativa consegnata e firmata soddisfa lo schema di Shannon, ma non garantisce affatto che il carrellista abbia capito la nuova regola sulla velocità nelle corsie pedonali. Il modello va quindi usato come check list dei punti di disturbo, non come descrizione completa di ciò che accade tra due persone.