I numeri danno forza a una proposta, ma solo se sono pochi, comprensibili e collegati a una decisione. Il primo errore tipico è la presentazione con decine di tabelle, frutto dello scrupolo di non tralasciare nulla. Il secondo è il grafico decorativo, tridimensionale e colorato, che rende difficile confrontare i valori. Il terzo è il numero senza contesto: dodici infortuni nell'anno non dicono nulla se non si sa se sono di più o di meno rispetto a prima e rispetto alle ore lavorate.
Alcune indicazioni pratiche. Un messaggio per ogni grafico, scritto come titolo: non «Infortuni 2022-2025» ma «Gli infortuni da movimentazione manuale sono raddoppiati da quando è cambiato il mix di prodotto». Grafici a linee per le tendenze nel tempo, a barre per i confronti tra reparti, evitando torte con molte fette. Indici normalizzati per ore lavorate quando si confrontano periodi o reparti di dimensioni diverse. Evidenza dell'incertezza quando i numeri sono piccoli: in uno stabilimento di ottanta persone, passare da due a quattro eventi non dimostra un peggioramento.
Il racconto completa i dati. Un caso concreto, come il near miss del mese scorso in cui un carrello ha urtato la scaffalatura vicino a un pedone, documentato con una fotografia, rende memorabile il dato statistico. Gli indicatori di prestazione e la loro costruzione sono oggetto del blocco dedicato al RSPP come manager; qui conta la capacità di presentarli in modo che parlino da soli.