Il consulente statunitense Peter Sandman ha proposto una formula molto utilizzata nella comunicazione del rischio: il rischio percepito è dato dal pericolo più l'indignazione. Il pericolo è la componente tecnica, legata a probabilità e gravità. L'indignazione, in inglese outrage, è la componente emotiva, che cresce quando il rischio è imposto, quando chi lo gestisce non è ritenuto affidabile, quando le informazioni sono nascoste, quando chi ne trae vantaggio non è chi lo subisce.
Dalla combinazione dei due fattori derivano tre situazioni con strategie diverse. Pericolo alto e indignazione bassa: le persone sono indifferenti a un rischio serio, e occorre una comunicazione di sensibilizzazione che aumenti l'attenzione, come per l'uso dei sistemi anticaduta sui tetti. Pericolo basso e indignazione alta: le persone sono preoccupate o arrabbiate per un rischio contenuto, e serve una gestione dell'indignazione basata su ascolto, trasparenza, riconoscimento degli errori, condivisione del controllo. Pericolo alto e indignazione alta: è la comunicazione di crisi, in cui bisogna aiutare le persone a gestire una paura giustificata.
Un caso tipico in azienda: la scoperta di materiali contenenti amianto in buono stato in un capannone. Il pericolo, se i materiali sono integri e monitorati, può essere contenuto; l'indignazione dei lavoratori può essere altissima, soprattutto se l'informazione è arrivata in modo casuale. Rispondere solo con i dati tecnici, senza affrontare la componente di fiducia, peggiora la situazione.