Durante un'emergenza reale, come un incendio, un rilascio di sostanze pericolose o un crollo strutturale, la comunicazione diventa essa stessa una misura di sicurezza. Il manuale CERC dei Centers for Disease Control statunitensi riassume i principi della comunicazione di crisi in pochi punti molto utilizzati: essere i primi, essere accurati, essere credibili, esprimere empatia, promuovere azioni utili, mostrare rispetto. Anche se nati per le emergenze sanitarie pubbliche, si applicano bene agli stabilimenti.
Essere i primi significa che, se l'azienda tace, il vuoto viene riempito da altri. Essere accurati significa dire solo ciò che è confermato e correggere subito gli errori. Essere credibili richiede coerenza tra le diverse voci aziendali, motivo per cui va individuato in anticipo chi parla e su cosa. L'empatia riconosce la paura delle persone. Promuovere azioni significa dire sempre cosa fare, perché dare un compito riduce l'ansia e migliora il comportamento collettivo.
Sul piano operativo, i messaggi di emergenza devono essere brevi, con frasi imperative e semplici: «Evacuate l'area nord, uscite dal portone 3, raggiungete il punto di raccolta B». Vanno ripetuti più volte con parole identiche e, dove necessario, in più lingue. Il piano di emergenza dovrebbe contenere testi già preparati per gli scenari principali, il sistema di diffusione e un elenco aggiornato dei contatti. La parte organizzativa del piano è materia del Modulo A; qui conta curarne la componente comunicativa.