Il riferimento quadro è la UNI EN ISO 6385, che stabilisce i principi ergonomici nella progettazione dei sistemi di lavoro. Definisce concetti come sistema di lavoro, compito, carico di lavoro e affaticamento, e descrive come integrare l'ergonomia in tutte le fasi del progetto: formulazione degli obiettivi, analisi e ripartizione delle funzioni tra uomo e macchina, ideazione, realizzazione e validazione. La ISO 26800 completa il quadro con un approccio generale all'ergonomia applicabile a prodotti e servizi.
Per le macchine esiste una famiglia di norme armonizzate: la UNI EN 614-1 sui principi di progettazione ergonomica e la UNI EN 614-2 sull'interazione tra progettazione della macchina e compiti di lavoro; la serie UNI EN 894 sui dispositivi di segnalazione e sugli attuatori; la serie UNI EN 1005 sulla prestazione fisica umana; le norme UNI EN ISO 14738 e UNI EN 547 sulle dimensioni delle postazioni e delle aperture di accesso. Essendo armonizzate, conferiscono presunzione di conformità ai requisiti ergonomici della direttiva.
Sul piano cognitivo e dell'interazione con i sistemi informatici sono centrali la serie UNI EN ISO 9241, dedicata all'ergonomia dell'interazione uomo-sistema, e la serie ISO 10075 sul carico di lavoro mentale. Il RSPP non deve conoscerne ogni prospetto, ma deve sapere che esistono, citarle nei capitolati di acquisto e chiedere ai fornitori di dichiarare quali hanno applicato. È uno dei modi più efficaci per spostare la prevenzione a monte.