La scelta tra lavoro in piedi, seduto o alternato dipende dal compito. Il lavoro seduto è indicato per attività di precisione, di lunga durata, con forze modeste e materiali a portata di mano. Il lavoro in piedi è necessario quando servono forze elevate, spostamenti frequenti o un ampio campo di raggiungimento. La soluzione migliore, quando il processo lo consente, è la postazione alternata con sgabello alto o appoggio ischiatico, che permette di cambiare postura e riduce l'affaticamento statico.
L'altezza del piano si riferisce all'altezza del gomito dell'operatore. Per lavori di precisione con forte impegno visivo, come assemblaggio di componenti elettronici o controllo qualità, il piano va sopra il gomito, così da avvicinare il pezzo agli occhi, preferibilmente con appoggi per gli avambracci. Per lavori leggeri di montaggio si lavora poco sotto il gomito. Per lavori pesanti che richiedono di spingere verso il basso, come la limatura o il confezionamento di pacchi voluminosi, il piano va decisamente più in basso, così da sfruttare il peso del corpo.
Nella pratica di reparto l'errore più frequente è il banco unico identico per tutti: l'operatore alto lavora curvo, quello basso con le spalle sollevate. Le soluzioni costano poco: banchi regolabili elettricamente, pedane antifatica di altezza diversa, supporti inclinabili per il pezzo. Il RSPP dovrebbe osservare l'operatore per un intero ciclo, non una sola fase, perché la postura critica spesso compare nella lavorazione meno frequente.