Attorno all'operatore si distinguono un'area di lavoro normale, raggiungibile con l'avambraccio mantenendo il gomito vicino al corpo, e un'area massima, raggiungibile con il braccio teso. Oggetti, comandi e componenti usati di frequente vanno nell'area normale, quelli occasionali nell'area massima, nulla di ricorrente oltre. Ogni volta che l'operatore deve estendersi, ruotare il tronco o sollevare le braccia sopra le spalle si introduce un carico biomeccanico evitabile.
La UNI EN ISO 14738 fornisce i requisiti antropometrici per la progettazione delle postazioni di lavoro sul macchinario, con dimensioni di spazio per gambe, piedi e ginocchia e altezze di lavoro. La UNI EN 547 fissa le dimensioni delle aperture per il passaggio del corpo intero e per l'accesso di parti del corpo, come braccia e mani, ad esempio per manutenzione. Un vano che consente solo di infilare un braccio in torsione obbliga il manutentore a posture estreme e aumenta la probabilità di errori di montaggio.
In un'azienda metalmeccanica un caso tipico è il cambio utensile su un centro di lavoro: l'operatore deve salire su una pedana improvvisata e sporgersi oltre il bordo della carenatura. La valutazione ergonomica porta a domande precise: il fabbricante ha previsto un accesso adeguato? Esiste una piattaforma fissa? Gli attrezzi possono essere posizionati in modo da evitare la torsione? Spesso la stessa modifica riduce sia il rischio di caduta sia il sovraccarico della spalla.