Il concetto di sistema socio-tecnico, sviluppato nel dopoguerra studiando l'introduzione della meccanizzazione nelle miniere di carbone britanniche, afferma che il sottosistema tecnico e quello sociale vanno progettati insieme. In quelle ricerche la nuova tecnologia, imposta senza considerare l'organizzazione dei gruppi di lavoro, produsse risultati inferiori alle attese e un peggioramento del clima, mentre le squadre che avevano conservato autonomia e polivalenza ottenevano prestazioni migliori.
L'ergonomia organizzativa applica questa lezione a temi come la distribuzione delle responsabilità, i flussi di comunicazione, la progettazione dei turni, il lavoro di gruppo, la partecipazione, la gestione del cambiamento. Il punto di vista è quello del sistema: un incidente in cui un manutentore interviene su un impianto in marcia viene letto chiedendosi perché la pianificazione non prevedeva il fermo, chi ha messo pressione sui tempi, quali segnali deboli erano stati ignorati.
Per il RSPP le implicazioni sono concrete. Le modifiche organizzative, come la riduzione di una squadra, l'esternalizzazione della manutenzione, il passaggio a turni di dodici ore o l'introduzione di un nuovo gestionale, vanno valutate come modifiche dell'organizzazione del lavoro ai sensi dell'articolo 29, comma 3, anche quando non toccano alcuna macchina. Chiedere di essere coinvolto prima della decisione, e non a cose fatte, è il primo atto di ergonomia organizzativa che il servizio di prevenzione può compiere.