James Reason ha integrato il modello di Rasmussen nel Generic Error Modelling System, noto come GEMS, che associa a ciascun livello di controllo un tipo di errore. Al livello delle abilità corrispondono slip e lapse, cioè errori di esecuzione: il piano era corretto, ma l'azione non è andata come previsto. Ai livelli delle regole e della conoscenza corrispondono i mistake, errori di pianificazione: l'azione è stata eseguita come voluto, ma il piano stesso era inadeguato.
A questi errori Reason affianca una categoria diversa, le violazioni, che non sono errori in senso stretto ma deviazioni intenzionali da regole, procedure o pratiche sicure. Ne risulta una tassonomia degli atti non sicuri in quattro voci: slip, lapse, mistake e violation. La distinzione centrale è tra comportamenti non intenzionali, i primi due, e comportamenti intenzionali, gli ultimi due, dove però solo la violazione implica una scelta consapevole di discostarsi dalla regola.
Per il RSPP il valore della tassonomia sta nell'uso pratico. Nell'analisi di un infortunio o di un near miss, dopo aver ricostruito la dinamica, conviene chiedersi: la persona voleva fare ciò che ha fatto? Se no, si tratta di slip o lapse. Se sì, il piano era corretto? Se no, è un mistake. Se il piano era consapevolmente diverso dalla regola, è una violazione. Questa semplice sequenza di domande orienta verso contromisure differenti ed evita che tutto finisca sotto l'etichetta generica di errore umano.