Il mistake si colloca a monte dell'azione: la persona esegue correttamente ciò che ha deciso, ma la decisione era sbagliata. Si distinguono mistake basati sulle regole, quando si applica una regola inadatta o una regola valida fuori contesto, e mistake basati sulla conoscenza, quando il ragionamento su una situazione nuova parte da un modello mentale errato o incompleto. In entrambi i casi la persona è convinta di agire bene, e proprio per questo l'errore è difficile da riconoscere sul momento.
Un esempio tipico in una ditta di impianti: il tecnico sezionando il quadro sbagliato ritiene in buona fede di aver messo fuori tensione la linea su cui lavora, perché lo schema elettrico non è aggiornato dopo una modifica. Un altro, in edilizia, è la scelta di un punto di ancoraggio apparentemente solido ma non idoneo, fatta da un lavoratore che non conosce i requisiti. In un ufficio tecnico, il calcolo corretto con un dato di ingresso sbagliato porta a sottodimensionare un supporto.
I rimedi riguardano conoscenza, informazione e verifica. Formazione e addestramento mirati colmano le lacune; documentazione aggiornata e facilmente consultabile evita decisioni basate su dati superati; procedure con criteri chiari di decisione riducono l'ambiguità; il controllo indipendente, come la verifica dell'assenza di tensione con strumento o la doppia firma su un permesso di lavoro, intercetta il piano sbagliato prima che produca effetti. A differenza degli slip, qui la formazione ha un ruolo centrale.