Modulo C (RSPP) · Blocco 5/6 (16–20 h) · Slide 21/50

Violazioni: routinarie, situazionali, eccezionali

La violazione è una deviazione deliberata da una regola, da una procedura o da una pratica riconosciuta come sicura. Non implica necessariamente intenzione di nuocere: nella stragrande maggioranza dei casi chi viola vuole lavorare più in fretta, con meno fatica o semplicemente portare a termine il compito. Il sabotaggio è un caso a parte, rarissimo e fuori dal perimetro della prevenzione ordinaria.

Le violazioni routinarie sono diventate abitudine del reparto: tutti saltano un passaggio perché ritenuto inutile, e nessuno interviene. Si pensi al riparo mobile lasciato aperto su una sega a nastro perché rallenta il carico dei profilati. Le violazioni situazionali nascono quando, in quel momento e in quel luogo, rispettare la regola appare impossibile o irragionevole: manca l'attrezzo previsto, la scala è occupata, il tempo stringe. Le violazioni eccezionali sono rare e avvengono in condizioni anomale, spesso in emergenza, quando chi agisce ritiene che infrangere la regola sia l'unico modo per risolvere il problema.

Alcuni autori aggiungono le violazioni ottimizzanti, compiute per il gusto di provare, di dimostrare abilità o di rendere meno noioso un lavoro monotono. Riconoscere il tipo è essenziale. Una violazione routinaria segnala quasi sempre una regola mal progettata o un controllo assente; una situazionale segnala carenze di risorse o pianificazione; una eccezionale segnala che lo scenario non era stato previsto. In tutti e tre i casi il problema riguarda il sistema prima che la persona.