Il Job Characteristics Model, proposto da Hackman e Oldham negli anni Settanta, individua cinque caratteristiche fondamentali di una mansione. La varietà delle abilità richieste; l'identità del compito, cioè la possibilità di completare un lavoro riconoscibile dall'inizio alla fine; il significato del compito, ovvero il suo impatto percepito sugli altri; l'autonomia nel decidere come e quando svolgerlo; il feedback, cioè l'informazione diretta sui risultati ottenuti.
Secondo il modello, queste caratteristiche generano stati psicologici critici, come la percezione di significatività, il senso di responsabilità e la conoscenza dei risultati, che a loro volta favoriscono motivazione intrinseca, qualità della prestazione, soddisfazione e minore assenteismo. Il modello prevede anche che l'effetto sia più forte nelle persone con maggiore bisogno di crescita professionale, riconoscendo quindi differenze individuali.
L'utilità per la sicurezza è indiretta ma concreta. Una mansione povera, frammentata e senza autonomia favorisce monotonia, calo di vigilanza, disaffezione e violazioni ottimizzanti per rendere il lavoro meno noioso. Una mansione con feedback chiaro permette all'operatore di accorgersi rapidamente delle anomalie. In un'azienda di assemblaggio, passare da postazioni che montano un solo componente a piccole isole in cui una squadra completa un sottogruppo, con controllo finale proprio, migliora spesso sia la qualità sia la variabilità dei movimenti, riducendo la ripetitività.