La UNI EN ISO 6385 descrive le caratteristiche di un compito ben progettato: tiene conto dell'esperienza e delle capacità della popolazione di utilizzatori, assicura varietà di abilità e attività, permette di riconoscere il compito come unità di lavoro completa, dà un contributo significativo al sistema, offre un adeguato grado di autonomia, fornisce un ritorno di informazioni, consente lo sviluppo di competenze, evita sia il sovraccarico sia il sottocarico, evita la ripetitività eccessiva. La UNI EN 614-2 applica principi analoghi all'interazione tra progetto della macchina e compiti dell'operatore.
Le leve organizzative tradizionali sono tre. La rotazione sposta periodicamente i lavoratori tra postazioni diverse; è efficace contro il sovraccarico biomeccanico solo se le postazioni impegnano distretti corporei differenti, altrimenti si limita a distribuire lo stesso rischio. L'allargamento aggiunge compiti dello stesso livello, aumentando la varietà. L'arricchimento aggiunge responsabilità di livello superiore, come il controllo qualità, la piccola manutenzione, la gestione dei materiali.
Anche i ritmi contano. Il lavoro vincolato al ritmo della macchina o della linea, senza possibilità di accumulare piccoli anticipi, riduce l'autonomia e aumenta il carico, mentre piccoli polmoni tra postazioni consentono micropause autogestite. Il RSPP dovrebbe partecipare alla definizione degli schemi di rotazione insieme al medico competente, verificando che rispettino le eventuali limitazioni di idoneità e che siano documentati e realmente applicati, non solo previsti sulla carta.