Modulo C (RSPP) · Blocco 6/6 (20–24 h) · Slide 9/50

Esercitare leadership senza autorità gerarchica

Il RSPP non ha subordinati in linea, eppure deve ottenere comportamenti diversi da centinaia di persone. La leadership che può esercitare si basa su fonti di influenza diverse dal potere formale. La letteratura organizzativa distingue il potere legittimo, legato alla posizione, da quello esperto, basato sulla competenza riconosciuta, e da quello referente, basato sulla stima e sulla fiducia personale. Il RSPP lavora soprattutto con le ultime due.

Il potere esperto si costruisce dando risposte corrette e tempestive, ammettendo quando un tema richiede un approfondimento o uno specialista, evitando allarmismi non fondati. Una sola volta in cui il servizio dichiara pericolosa una situazione che poi si rivela banale costa molta credibilità; un parere tecnico solido su una questione spinosa, come la classificazione di una zona ATEX, ne fa guadagnare altrettanta.

Il potere referente nasce dalla coerenza: indossare i DPI in reparto, rispettare i percorsi pedonali, mantenere gli impegni presi con un preposto. Nasce anche dalla capacità di riconoscere il lavoro altrui: citare in riunione il capoturno che ha proposto una modifica utile vale più di molte circolari.

Infine c'è l'influenza attraverso il vertice. Quando una misura importante non viene applicata, il RSPP non deve diventare il controllore che rincorre i reparti, ma riportare il problema al datore di lavoro o al dirigente responsabile, che hanno il potere di disporre. Confondere i ruoli indebolisce sia la linea sia il servizio.