La sicurezza costa, e un RSPP che non sa quanto costa difficilmente sarà ascoltato quando chiede risorse. Il primo passo è ricostruire la spesa reale, che di solito è distribuita su molti centri di costo e non è mai stata sommata.
Le voci ricorrenti sono numerose. Formazione: corsi obbligatori per lavoratori, preposti, dirigenti, addetti alle emergenze, abilitazioni per le attrezzature, aggiornamenti, ore di lavoro dei partecipanti. Sorveglianza sanitaria: compenso del medico competente, visite, accertamenti strumentali e di laboratorio. DPI: acquisto, sostituzione, manutenzione. Verifiche e manutenzioni di sicurezza: verifiche periodiche delle attrezzature di sollevamento, degli impianti di messa a terra secondo il DPR 462/01, delle attrezzature a pressione, controlli antincendio. Consulenze specialistiche: misure di rumore, vibrazioni, agenti chimici, campi elettromagnetici. Costo del servizio di prevenzione stesso.
A queste si aggiungono gli investimenti: adeguamento di macchine, impianti di aspirazione, barriere, linee vita, sistemi di rilevazione incendi, ausili per la movimentazione dei carichi.
Un dettaglio normativo da ricordare: l'art. 15 stabilisce che le misure relative alla sicurezza e alla salute non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori. Non è ammesso, quindi, addebitare ai dipendenti il costo dei DPI o delle visite mediche.
Avere il quadro completo permette di confrontare la spesa con aziende simili, individuare sprechi, come DPI acquistati e mai usati, e argomentare le richieste su basi concrete.