Il costo di un infortunio per l'azienda è molto più alto di quanto appare a prima vista. La metafora dell'iceberg, diffusa nella letteratura sulla sicurezza, distingue una parte visibile, i costi diretti, da una parte sommersa più ampia, i costi indiretti.
I costi diretti sono in buona parte coperti dall'assicurazione INAIL, ma restano a carico dell'azienda alcune voci, come la retribuzione dei primi giorni di assenza secondo la disciplina applicabile e le eventuali integrazioni previste dal contratto collettivo. A queste si aggiungono le possibili conseguenze sul premio assicurativo, perché l'andamento infortunistico incide sul tasso applicato, e l'eventuale azione di regresso dell'istituto nei casi di responsabilità del datore di lavoro.
I costi indiretti sono più difficili da quantificare ma spesso più pesanti: tempo perso dai colleghi e dai capi durante e dopo l'evento, fermo della linea, eventuale sequestro della macchina, danni a materiali e attrezzature, sostituzione del lavoratore assente con straordinari o somministrati, minore produttività di chi lo sostituisce senza esperienza, tempo di dirigenti e servizio per indagini e rapporti con gli organi di vigilanza, spese legali, sanzioni, danno d'immagine verso clienti e comunità, effetti sul clima interno.
Per rendere concreto il discorso, il RSPP può ricostruire a posteriori il costo di un infortunio realmente avvenuto in azienda con l'aiuto dell'amministrazione e del controllo di gestione. Un caso aziendale vero convince più di qualsiasi stima tratta dalla letteratura.