Ciò che non si misura difficilmente si gestisce. Gli indicatori di prestazione permettono al RSPP e alla direzione di capire se la situazione migliora, di confrontare reparti e stabilimenti, di verificare l'efficacia delle misure adottate. La norma UNI ISO 45001 chiede infatti di monitorare, misurare, analizzare e valutare le prestazioni, determinando che cosa misurare, con quali metodi, con quali criteri e con quale frequenza.
Un buon indicatore ha caratteristiche precise. È pertinente, cioè collegato a un obiettivo o a un rischio rilevante. È definito in modo univoco, con una formula scritta: che cosa si conta, al numeratore e al denominatore, da quale fonte. È affidabile, cioè dà lo stesso risultato se calcolato da persone diverse. È sensibile, cioè varia quando la realtà cambia. È tempestivo, disponibile in tempo utile per agire. È comprensibile per chi lo deve usare. È economico, perché il costo della raccolta deve essere proporzionato al valore dell'informazione.
Per ogni indicatore conviene compilare una scheda: nome, scopo, formula, fonte dei dati, responsabile del calcolo, frequenza, valore obiettivo, soglie di attenzione e allarme, destinatari. Un caso tipico: la percentuale di lavoratori formati, calcolata senza precisare se il denominatore comprende i somministrati. Senza la scheda, dopo un anno nessuno ricorda come veniva calcolato e i dati non sono più confrontabili.
Infine il numero degli indicatori: pochi e ben scelti sono meglio di molti ignorati. Un cruscotto di direzione efficace raramente supera la decina di voci.