Il trattore a cingoli offre un'impronta a terra ampia e una buona aderenza, ed è per questo impiegato su terreni in pendenza o poco portanti. La stabilità statica laterale è in genere migliore di quella di un trattore a ruote di pari larghezza, perché la base di appoggio è un rettangolo continuo e non c'è l'assale oscillante. Questo vantaggio, però, porta talvolta a sottovalutare il rischio e a spingere il mezzo su pendenze eccessive.
Il cingolato ha comportamenti propri. Lo sterzo per frenatura differenziale o per variazione di velocità delle catenarie può provocare scarti improvvisi su terreno irregolare; un cingolo che sale su una pietra o una ceppaia produce un'inclinazione brusca; su terreno bagnato la perdita di aderenza in discesa può essere improvvisa. I cingolati in gomma, ormai diffusi anche su mezzi di elevata potenza, circolano su strada con limitazioni diverse rispetto ai mezzi con cingoli metallici.
Anche per i cingolati il Regolamento UE 167/2013 prevede strutture di protezione e sistemi di ritenzione, e le linee guida di adeguamento per i mezzi usati contemplano soluzioni specifiche. Sul piano della formazione, l'Accordo Stato-Regioni distingue il modulo pratico per trattori a ruote da quello per trattori a cingoli, perché la guida e le manovre differiscono in modo sostanziale, a partire dalla tecnica di sterzata. Un conducente abilitato solo per i trattori a ruote non è quindi automaticamente idoneo a condurre un cingolato aziendale.