B-SP1 Agricoltura, silvicoltura e zootecnica · Blocco 2/4 (4–8 h) · Slide 1/50

Macchine operatrici: dove nasce il rischio meccanico in agricoltura

Dopo il trattore, trattato nel blocco precedente, il secondo grande serbatoio di infortuni gravi in agricoltura è rappresentato dalle macchine operatrici: le attrezzature che il trattore porta, traina o aziona, e le macchine semoventi specializzate come mietitrebbie e carri miscelatori semoventi. In questo blocco di quattro ore si analizzano la trasmissione di potenza tramite presa di forza e albero cardanico, le attrezzature portate e trainate, mietitrebbie, rotoimballatrici, motocoltivatori, irroratrici e carri miscelatori, chiudendo con la manutenzione e gli incidenti tipici.

La caratteristica comune è che il lavoratore agricolo opera spesso da solo, a contatto diretto con organi in movimento che non possono essere completamente segregati: un pick-up deve toccare il terreno, una barra falciante deve tagliare il foraggio, un aspo deve piegare le spighe. Il rischio residuo è quindi elevato e la prevenzione si regge su tre pilastri: macchina conforme e protetta, procedure di lavoro corrette, comportamento dell'operatore.

Per il RSPP o l'ASPP che segue un'azienda agricola, questo significa saper leggere una macchina come farebbe un ispettore: individuare organi lavoratori, organi di trasmissione, punti di schiacciamento e cesoiamento, e capire quali possono essere protetti e quali no. Rischio chimico, rumore e vibrazioni dei mezzi sono invece rimandati al blocco successivo, mentre qui l'attenzione resta concentrata sul rischio meccanico in tutte le sue forme: trascinamento, schiacciamento, cesoiamento, taglio, proiezione di parti e investimento.