A 540 giri al minuto l'albero compie nove rotazioni al secondo; a 1000 giri quasi diciassette. Un lembo di giacca, un cordino della felpa, un pantalone sfilacciato o dei capelli lunghi che toccano una parte rotante non protetta vengono afferrati e avvolti in una frazione di secondo, molto più velocemente del tempo di reazione umano, che è nell'ordine di alcuni decimi di secondo. Non c'è materialmente il tempo di ritrarsi né di spegnere il motore.
Le conseguenze tipiche sono lo strappo dei vestiti con lesioni da compressione al tronco, fratture multiple degli arti, scalpo, amputazioni e, nei casi peggiori, la morte per schiacciamento toracico o per trauma cranico contro le parti fisse. I punti più pericolosi sono le crociere e i giunti, con le loro sporgenze, e le zone dove la protezione è mancante, rotta o non sovrapposta, in particolare tra la cuffia del trattore e il primo giunto.
La dinamica ricorrente è sempre la stessa: l'operatore scende dal trattore lasciando la PdF inserita per controllare il funzionamento della macchina, sbloccare un intasamento o regolare un comando, e scavalca o si sporge sopra l'albero. Per questo la prevenzione non può affidarsi solo all'attenzione: occorrono protezioni integre su tutto il percorso, abbigliamento aderente senza parti svolazzanti e una regola assoluta, che non si scende né ci si avvicina alla trasmissione con la presa di forza in rotazione, nemmeno per un controllo che sembra durare pochi secondi.