Le attrezzature trainate si collegano al trattore tramite il timone e un dispositivo di traino, che può essere un gancio, un perno a sfera, un occhione su barra oscillante o un attacco a gancio automatico. Le semiportate scaricano parte del peso sull'attacco a tre punti e parte su ruote proprie. Il dispositivo di traino del trattore ha un carico verticale e una massa rimorchiabile massimi riportati sulla targhetta e sulla carta di circolazione, e il loro superamento espone a rotture e perdite di controllo.
Il perno o la spina di collegamento deve essere quello previsto, completo di sicurezza contro lo sfilamento. Un bullone infilato al posto del perno è una scena purtroppo comune e può tranciarsi in curva o in discesa. Per le macchine trainate pesanti va verificato il collegamento dell'impianto frenante e del freno di stazionamento della macchina stessa, senza il quale l'attrezzatura sganciata su un terreno in pendenza può muoversi da sola.
Il piedino di appoggio del timone deve essere presente, regolabile e bloccato con la sua spina; i timoni pesanti non devono mai essere sollevati a mano o con una leva improvvisata. Per le macchine trainate azionate dalla presa di forza, in particolare carri miscelatori e spandiletame, l'albero cardanico lavora con angoli elevati in curva: qui il giunto omocinetico e la corretta posizione del punto di traino rispetto al codolo della PdF sono determinanti per non danneggiare l'albero e non provocarne lo sfilamento in curva stretta.