B-SP1 Agricoltura, silvicoltura e zootecnica · Blocco 2/4 (4–8 h) · Slide 19/50

Lavorazione del terreno: aratri, frese ed erpici rotanti

Le macchine per la lavorazione del terreno si dividono in non azionate, come aratri, coltivatori ed erpici a denti, e azionate dalla presa di forza, come frese, zappatrici ed erpici rotanti. Le prime presentano soprattutto rischi legati a massa e ingombro: aratri reversibili che ruotano di mezzo giro durante l'inversione, coltivatori con ali ripiegabili, punti di schiacciamento durante l'aggancio. L'inversione dell'aratro va eseguita con nessuno nel raggio d'azione, e la regolazione del dispositivo di sicurezza a molla o a bullone di ciascun corpo va fatta a macchina abbassata.

Le frese e gli erpici rotanti hanno organi lavoratori che ruotano a velocità elevata a contatto con il terreno. Il rischio di trascinamento riguarda chi si avvicina durante il lavoro, ma è più frequente l'infortunio durante la pulizia: radici, fili di ferro, spago e plastica si avvolgono attorno al rotore e vengono rimossi a mano, a volte con il motore acceso o senza attendere l'arresto. Va ricordato che zappe e coltelli possono avere spigoli taglienti anche quando sono usurati.

Le protezioni presenti su queste macchine sono i carter laterali, il cofano posteriore livellatore e le lamiere di protezione anteriori. Il cofano non è solo un accessorio agronomico ma un riparo contro la proiezione di sassi e zolle: lavorare con il cofano sollevato al massimo o rimosso aumenta la proiezione verso il trattore e verso eventuali persone vicine, ed è un'abitudine da correggere subito quando la si osserva in campo.