Le trinciatrici sminuzzano erba, stocchi di mais, sarmenti di vite e residui di potatura con un rotore orizzontale dotato di mazze o coltelli a Y, che ruota a velocità elevata all'interno di un carter aperto verso il basso. Sono macchine diffusissime in vigneti, frutteti e manutenzione di bordi stradali, e producono una proiezione continua di frammenti vegetali, sassi, pezzi di filo di ferro e, in caso di rottura, parti delle stesse mazze.
Le protezioni sono costituite dal carter, dalle bandelle o catene anteriori e posteriori che chiudono la luce tra carter e terreno e dai patini o rulli che mantengono l'altezza di lavoro. Lavorare con il carter sollevato da terra, per esempio per passare sopra un ostacolo, apre una finestra di proiezione verso l'esterno; le catene mancanti o accorciate sono un difetto da segnalare. Nei lavori lungo strade, scarpate e aree pubbliche va delimitata la zona e vanno allontanate le persone, perché i frammenti possono raggiungere distanze considerevoli.
Il trattore che porta una trinciatrice dovrebbe avere una cabina con vetri integri o, se a piattaforma, una protezione posteriore adeguata. Le mazze vanno controllate frequentemente e sostituite in serie per mantenere il bilanciamento del rotore: un rotore sbilanciato vibra, danneggia i cuscinetti e aumenta il rischio di distacco. La sostituzione richiede il rotore bloccato, il carter sollevato e sostenuto da un fermo meccanico e guanti adeguati contro i tagli, perché i bordi delle mazze sono affilati.